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Nel 2002 l’Alta Scuola ha avviato il suo secondo Master per laureati, sul tema
della “Stabilizzazione e conservazione dei Centri storici in territori
instabili“, con l’intento di creare profili multidisciplinari integrati adatti a
conferire capacità progettuale e gestionale nelle attività di consolidamento e
manutenzione di situazioni a rischio in territori instabili.
L’offerta formativa dell’Alta Scuola ha incontrato notevole interesse; dopo una
severa selezione, sedici giovani e brillanti laureati – ingegneri, architetti e
geologi – provenienti da ogni parte d’Italia sono stati ammessi al Master.
Il suddetto Master si è concluso con successo il 31 ottobre 2002 ed ha visto la
partecipazione di 54 prestigiosi docenti di discipline afferenti alla geologia,
all’architettura ed urbanistica, all’ingegneria geotecnica, idraulica e del
territorio, alle scienze agrarie (alleghiamo l’elenco dei docenti con i relativi
moduli).
Tra le altre attività i partecipanti hanno avuto anche modo di affrontare
direttamente uno specifico tema di stabilizzazione e conservazione, quello della
zona di Monte Martano-Spoleto (PG) che, con disponibilità e sensibilità da parte
dell’Amministrazione locale, ha costituito un vero e proprio laboratorio
nell’ambito del Master ed i partecipanti al Master, divisi in gruppi, ciascuno
rappresentativo di tutti i settori disciplinari, hanno elaborato soluzioni
progettuali e programmi di manutenzione e conservazione.
L’impegno degli allievi ed il profitto riscontrato nei partecipanti al Master
(nonché l’esperienza positiva dello scorso Master “Master 2000”) sono la
migliore testimonianza della validità di questa iniziativa dell’Alta Scuola e
della lungimiranza della Regione Umbria e dei comuni di Orvieto, Todi e Spoleto
che la hanno incoraggiata e sostenuta.
I giovani diplomati dal Master, primi in Italia dotati nel settore di una così
specifica ed elevata competenza, possono pertanto alimentare un prezioso bacino,
dal quale Enti pubblici e privati possono estrarre professionalità di alto
livello, multidisciplinari ed integrate, immediatamente ed efficacemente
utilizzabili nella gestione dei complessi problemi di stabilità del territorio.
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La Scuola
di Alta specializzazione e Centro Studi può produrre la opportunità di
esplorare la “natura” dell’Umbria. Umbria metropoli, nella accezione originaria del termine, non megalopoli,
vastità, ma centro generatore di sistemi di città, luogo dove si
mantiene la capacità di curare, mantenere, produrre e far “rinascere”
città. La scuola ed il centro potrebbero svolgere il ruolo di organizzazione e di
“marketing” di queste capacità, sia sul versante della conservazione
- accumulo di competenze e ricerca, sia sul lato dello sviluppo di
artigianato e di produzione. La conservazione dei centri storici in territori instabili rende in realtà
estreme tutte le tecnologie e con esse la ricerca delle risorse
necessarie. L’Umbria come incrocio di storia urbana e di instabilità geologica può
forse rappresentare la metafora della condizione umana dell’oggi,
condizione rappresentata da sofisticate “cybernet” che però non
esauriscono affatto nè tantomeno risolvono da sè ed in sè, i duri
problemi dei sussulti sia geologici che sociali. La gestione della manutenzione della città, dal consolidamento all’assetto
urbanistico, alle reti energetiche, alla contabilità dei problemi
strutturali per le grandi opere, dalla stratificazione informatica e delle
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telecomunicazioni a quella idrica, tutti i problemi invocano un modello
organizzativo in grado di controllare e verificare ogni punto delle
infrastrutture e delle reti.
La scuola ed il centro, per intervenire su queste complessità, devono
creare cultura interdisciplinare e promuovere forme di impresa coerenti. L’intervento manutentivo e conservativo nella città in territorio
instabile rende decisivo il ruolo dell’istituzione pubblica, utilizzando
la rete telematica, il cosidetto cyberspace, quale piattaforma di
comunicazione, tra le conoscenze e le competenze specialistiche. Complessità per governare l’instabilità, questa potrebbe essere la
base strategica per una accumulazione dei saperi, vero capitale collettivo
del territorio umbro.
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