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NEWS

···» ultimo aggiornamento il 24.10.2003*


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MASTER 2001  Concluso


Nel 2002 l’Alta Scuola ha avviato il suo secondo Master per laureati, sul tema della “Stabilizzazione e conservazione dei Centri storici in territori instabili“, con l’intento di creare profili multidisciplinari integrati adatti a conferire capacità progettuale e gestionale nelle attività di consolidamento e manutenzione di situazioni a rischio in territori instabili.
L’offerta formativa dell’Alta Scuola ha incontrato notevole interesse; dopo una severa selezione, sedici giovani e brillanti laureati – ingegneri, architetti e geologi – provenienti da ogni parte d’Italia sono stati ammessi al Master.
Il suddetto Master si è concluso con successo il 31 ottobre 2002 ed ha visto la partecipazione di 54 prestigiosi docenti di discipline afferenti alla geologia, all’architettura ed urbanistica, all’ingegneria geotecnica, idraulica e del territorio, alle scienze agrarie (alleghiamo l’elenco dei docenti con i relativi moduli).
Tra le altre attività i partecipanti hanno avuto anche modo di affrontare direttamente uno specifico tema di stabilizzazione e conservazione, quello della zona di Monte Martano-Spoleto (PG) che, con disponibilità e sensibilità da parte dell’Amministrazione locale, ha costituito un vero e proprio laboratorio nell’ambito del Master ed i partecipanti al Master, divisi in gruppi, ciascuno rappresentativo di tutti i settori disciplinari, hanno elaborato soluzioni progettuali e programmi di manutenzione e conservazione.
L’impegno degli allievi ed il profitto riscontrato nei partecipanti al Master (nonché l’esperienza positiva dello scorso Master “Master 2000”) sono la migliore testimonianza della validità di questa iniziativa dell’Alta Scuola e della lungimiranza della Regione Umbria e dei comuni di Orvieto, Todi e Spoleto che la hanno incoraggiata e sostenuta.
I giovani diplomati dal Master, primi in Italia dotati nel settore di una così specifica ed elevata competenza, possono pertanto alimentare un prezioso bacino, dal quale Enti pubblici e privati possono estrarre professionalità di alto livello, multidisciplinari ed integrate, immediatamente ed efficacemente utilizzabili nella gestione dei complessi problemi di stabilità del territorio.


 

UNA OPPORTUNITA’ PER LA CRESCITA DELL’UMBRIA


La Scuola di Alta specializzazione e Centro Studi può produrre la opportunità di esplorare la “natura” dell’Umbria. Umbria metropoli, nella accezione originaria del termine, non megalopoli, vastità, ma centro generatore di sistemi di città, luogo dove si mantiene la capacità di curare, mantenere, produrre e far “rinascere” città. La scuola ed il centro potrebbero svolgere il ruolo di organizzazione e di “marketing” di queste capacità, sia sul versante della conservazione - accumulo di competenze e ricerca, sia sul lato dello sviluppo di artigianato e di produzione. La conservazione dei centri storici in territori instabili rende in realtà estreme tutte le tecnologie e con esse la ricerca delle risorse necessarie. L’Umbria come incrocio di storia urbana e di instabilità geologica può forse rappresentare la metafora della condizione umana dell’oggi, condizione rappresentata da sofisticate “cybernet” che però non esauriscono affatto nè tantomeno risolvono da sè ed in sè, i duri problemi dei sussulti sia geologici che sociali. La gestione della manutenzione della città, dal consolidamento all’assetto urbanistico, alle reti energetiche, alla contabilità dei problemi strutturali per le grandi opere, dalla stratificazione informatica e delle 


telecomunicazioni a quella idrica, tutti i problemi invocano un modello organizzativo in grado di controllare e verificare ogni punto delle infrastrutture e delle reti.
La scuola ed il centro, per intervenire su queste complessità, devono creare cultura interdisciplinare e promuovere forme di impresa coerenti. L’intervento manutentivo e conservativo nella città in territorio instabile rende decisivo il ruolo dell’istituzione pubblica, utilizzando la rete telematica, il cosidetto cyberspace, quale piattaforma di comunicazione, tra le conoscenze e le competenze specialistiche. Complessità per governare l’instabilità, questa potrebbe essere la base strategica per una accumulazione dei saperi, vero capitale collettivo del territorio umbro.